18 settembre 2017

Il mio viaggio in Russia ... seconda parte





T’amo, creatura di Pietro,
Amo il tuo armonico aspetto,
Il regale corso della Neva,
Delle sue rive il granito,
Delle tue cinte il rabesco di ghisa,
Delle tue notti malinconiche
il diafano crepuscolo
e lo splendore illune.
(A.Puškin)

Seconda parte del mio viaggio nella sconfinata terra russa. Iniziamo parlando della bellissima San Pietroburgo, fondata dallo Zar Pietro il Grande nel 1703, fu a lungo la capitale dell’Impero russo, la storia e gli uomini l’hanno costretta a cambiare nome per ben tre volte: da San Pietroburgo a Pietrogrado nel 1914, per poi diventare Leningrado durante il regime comunista e tornare a chiamarsi San Pietroburgo con la caduta del Muro di Berlino. San Pietroburgo è una delle poche città al mondo nata da un progetto predefinito su carta: infatti furono due architetti, gli italiani  Domenico Trezzini e Bartolomeo Rastrelli, che seguendo i desideri dello Zar, crearono una città moderna, elegante e profondamente diversa da Mosca. Pietro il Grande affido agli architetti il compito di dare alla nascente capitale i tratti delle migliori città europee: Amsterdam e Venezia erano i principali modelli che solleticavano l'immaginazione architettonica del sovrano russo. La città doveva distinguersi e per questo egli esigeva spazi estesi, ampie prospettive e canali navigabili. Questa metropoli, considerata la città più europea della Russia, ancora oggi, con i suoi eleganti palazzi, simbolo della potenza tramontata degli zar, i suoi viali scenografici, le cupole dorate delle chiese ed il meraviglioso Palazzo d’Inverno,  resta una città dal fascino fiabesco. 

Chiesa del Salvatore sul Sangue Versato

6 settembre 2017

Il mio viaggio in Russia ...prima parte


Умом Россию не понять,
Аршином общим не измерить
 У ней особенная стать.
В Россию можно только верить.

(FEDOR TJUTCEV 1803-1873)

La Russia con l'intelletto non si comprende,
con il metro comune non si misura,
particolare è la sua statura,
nella Russia non si può che credere.


Un viaggio sognato, desiderato, accarezzato e ... finalmente realizzato! Tolstoj, Čechov, Dostoevskij, Caterina II, i Romanov,  Stravinskij, Chaikovsky, i mitici balletti russi e poi i palazzi, le chiese,  le architetture bizantine, l’Ermitage … insomma un libro di storia e di cultura che volevo assolutamente sfogliare, ma soprattutto respirare. Perché questa è la differenza per me tra viaggio e vacanza, vacanza è una spiaggia, il mare, buon cibo e tanto relax, ma il viaggio è assaporare culture diverse, conoscere città e paesi, assaggiare cibi sconosciuti, camminare là dove la storia si è svolta e tornare carica di conoscenza, non per sentito dire o per aver letto o visto, ma per aver toccato!
Ed ora iniziamo a parlare di questo mio assaggio di Russia, una terra dove tutto è immenso, dove il peso della storia è ad ogni angolo, dove una piazza ha 1 km di diametro e una strada cittadina ha 6 corsie. Città pulitissime, inaspettatamente molto verdi, dove efficienza e sostanza sono al primo posto. Un paese forse con regole un pò troppo rigide per il nostro metro di giudizio e con un clima eccessivamente freddo per le nostre abitudini, ma in cui tornerei volentieri, e che consiglio a chiunque di andare a visitare. 
Prima tappa Mosca. E se la Federazione Russa viene definita immensa, la sua capitale è enorme! Una metropoli monumentale e avveniristica insieme, immersa nel traffico e vibrante di luci, racconta settant'anni di soviet e molti secoli di storia.  Una città che guarda  alla globalizzazione, ma senza dimenticare le sue tradizioni,  insomma una città particolare, ma indiscutibilmente unica. 


Cattedrale di San Basilio

19 luglio 2017

Si chiude per ferie !

Normalmente chiudo il blog in agosto, ma questa folle e torrida estate mi costringe lontana dalla mia amata cucina e sinceramente non mi sembra neanche il caso di utilizzare  le ricette pronte in archivio, la maggior parte sono dolci e dubito che qualcuno di voi abbia voglia di accendere il forno con questo caldo. Per cui eccomi qui con il mio post di saluti estivi. Auguro a tutti voi una meravigliosa estate! Sia che per il vostro meritato riposo abbiate scelto il mare, la montagna, un viaggio in un città d'arte o un tour in un paese estero ...  rilassatevi, rallentate il ritmo e soprattutto coccolatevi, ve lo siete meritato! Ritrovate il piacere di godere della tranquillità di una passeggiata, della semplicità di una chiacchierata sotto le stelle, del riposante benessere che regala la lettura di un buon libro all'ombra di un albero, ricaricate le vostre batterie come preferite e nel caso dobbiate lavorare, allora cercate di farlo a ritmo meno incalzante e la sera uscite e godetevi il vostro paese o la vostra città ... buon relax a tutti!  



Buona vita e 
arrivederci a presto! 





10 luglio 2017

Polpettone cotto in padella ... al profumo di mortadella


L’estate è quel momento in cui
fa troppo caldo per fare quelle cose
per cui faceva troppo freddo d’inverno.
(Mark Twain)

Non so voi,  ma questo caldo mi sta sfiancando, è come se fosse sempre agosto a mezzogiorno, non riesco più a passeggiare, vivo praticamente respirando quasi esclusivamente aria condizionata, a casa, in auto, in ufficio … C'è chi la ama e chi la odia, ma nelle giornate più calde è un valore aggiunto a cui è difficile rinunciare, almeno per me è impossibile! Esco a passeggiare solo la sera e in quest’ultima settimana, particolarmente afosa a Roma,  anche raramente. Non riesco più a cucinare, vivo di frutta, insalate e tutto ciò che si possa gustare fresco e preparare con largo anticipo. Praticamente ormai cucino solo la mattina presto. Il mio amato forno è completamente andato in vacanza, per cui cotture esclusivamente in padella, più easy e non surriscaldano l’ambiente cucina. Oggi vi propongo il più classico dei classici: il polpettone. A casa mia è molto apprezzato soprattutto in estate, perché quasi tutte le varianti sono ottime sia tiepide che fredde. Con il polpettone non si sbaglia mai, perché è un piatto che mette sempre tutti d’accordo, grandi e piccini, e con questo mega caldo è uno dei piatti perfetti da trovare pronto al rientro dalla spiaggia, o da preparare in anticipo per poi godersi la cena nel fresco del giardino o della terrazza. Come dicevo prima, viste le temperature folli di questi giorni, niente cottura in forno, ma una più pratica preparazione in padella. L'unico consiglio che mi sento di darvi, prima di passare alla ricetta, è quello di evitare le vaschette di macinato pronto, scegliete il  pezzo di carne che preferite e chiedete al vostro macellaio di fiducia, di macinarlo al momento. Ed ora, ecco a voi … Mr. Polpettone! 



4 luglio 2017

Insalata di cous cous light ... parlando del Gargano


Che cos’era e che cos’è il Gargano, 
lo si vede a Monte Sant’Angelo.
 Il suo castello fu sede di principi e re.
 La basilica fu la più famosa meta di pellegrinaggi,
 e l’itinerario garganico fu forse
 l’unico in Italia paragonabile ai grandi itinerari di pellegrini
 che rigarono di fiumi umani 
il suolo francese e spagnolo.
(Guido Piovene)


L’Italia è un paese meraviglioso, racchiusi entro i nostri confini ci sono tanti angoli di paradiso. Amo viaggiare e ho sempre viaggiato molto, conosco tanta parte di mondo, eppure tanta Italia ancora mi manca all'appello. Con mio marito, potendo scegliere, abbiamo sempre preferito i viaggi all'estero, con una sorta di nostro itinerario mentale, puntando prima ai paesi più faticosi e complicati, alle lunghe distanze. ragionando che era preferibile come scelta “fintanto che siamo giovani … l’Italia poi … avremmo sempre tempo…”.  Non dico che non conosco la mia patria, ma certo non bene e dettagliatamente come vorrei e dovrei,  conosco tutte le sue regioni, ma tanti angoli mi sono ancora completamente sconosciuti. E così quest’anno, complice un giugno inaspettatamente torrido, ci siamo regalati in attesa delle vacanze agostane, una settimana di mare nello splendido e per me sconosciuto fino ad ora, scenario del Gargano. Un promontorio ammantato da foreste costiere di pini e lecci e da coltivazioni di aranci ed ulivi. Con una costa bassa e sabbiosa nel tratto settentrionale, che diventa via via scoscesa, con alte falesie calcaree, aprendosi in calette di sabbia finissima. L'interno è in gran parte coperto dalla vegetazione della Foresta Umbra che fascia il promontorio con faggi e pini, costituendo il cuore del Parco Nazionale del Gargano. In questa vegetazione rigogliosa, si inseriscono dei paesini deliziosi che hanno conservato la loro struttura antica, con vicoli tortuosi e case bianche: Vieste, Peschici, Monte Sant'Angelo e Mattinata. Ma lo sapevate che quando, tra le lagune e la terra ferma, cominciarono ad emergere gli Appennini - e stiamo parlando di centinaia di milioni di anni fa - il Gargano non c'era ancora? O meglio era solo un'isola, separata dal continente. Solo più tardi il promontorio si è congiunto alla terra ferma formando l'inconfondibile "sperone", ma l'origine isolana della zona ha comunque segnato l'evoluzione ambientale dell'area, con il suo cuore verde, ma anche con un mosaico di laghi costieri, una collana di isole di fronte e un deserto di pietra alle spalle che solo in condizioni isolate avrebbero potuto formarsi. Insomma, un autentico puzzle di ambienti concentrati in un territorio ristretto, il tutto bagnato da uno dei mari più belli e limpidi d'Italia. In questo angolo di paradiso, la nostra settimana è volata via in totale relax, tra fantastici bagni, lunghe passeggiate e tanto sole. Al ritorno in città si ricomincia con la routine e si ricomincia a cucinare, ma vista la pigrizia post vacanziera e il caldo, oggi vi lascio un cous cous leggero e saporito, perfetto anche da portare in spiaggia o in ufficio ... per chi come me deve rientrare a lavorare. 




20 giugno 2017

Rotolo freddo di frittata


Un'estate è sempre eccezionale, 
calda o fredda, 
secca o umida che sia.
(G.Flaubert)


L'estate non è ancora realmente arrivata, visto che entrerà ufficialmente solo il 21 giugno, ma i suoi effetti si fanno già sentire. A quanto pare, quest'anno porterà sull'Italia un caldo eccezionale, almeno secondo le prime previsioni ... e le temperature folli di questi giorni sembrano avvalorar queste ipotesi! Sembrerebbe, da quello che dicono i meteorologi, che l'estate sarà bollente, all'insegna di temperature sopra la media per gran parte della stagione, a causa dei possibili effetti dell’alta pressione nordafricana verso il Mediterraneo centrale. Non so da voi, ma a Roma è stata una settimana di fuoco nel vero senso del termine, l'hanno definita la più calda di giugno, per me è stata a dir poco ... faticosa, con la mia pressione bassa vi lascio immaginare! Certo in situazioni simili, non è tanto la voglia di cucinare che passa, ma è proprio quella di mangiare. Si ha solo desiderio di cibi freschi e leggeri e questo rotolo che vi propongo oggi è perfetto per le giornate calde. In questo caso come ripieno ho scelto prosciutto cotto e formaggio spalmabile tipo Philadelphia, ma è ottimo anche con bresaola, robiola e rucola, o con stracchino e melanzane grigliate, oppure con robiola e mortadella, insomma come decidiate di farcirlo è un piatto freddo gustoso e semplice da realizzare, ottimo per un buffet, ma anche per un picnic.   





13 giugno 2017

Pesto di zucchine ... crude


E’ una storia d’amore la cucina. 
Bisogna innamorarsi dei prodotti 
e poi delle persone che li cucinano.
(A. Ducasse)


Le zucchine sono sicuramente uno degli ortaggi più diffusi e più utilizzati in Italia. Essendo facilmente coltivabili in serra risultano  sempre presenti in tutte le stagioni sui banchi del mercato. Le zucchine sono perfette in qualunque dieta. Hanno un contenuto ridottissimo di calorie, sono povere di sale, rinfrescanti e facilmente digeribili. Le loro caratteristiche, le rendono particolarmente adatte anche nella prima infanzia, infatti, sono tra i primissimi alimenti ad essere introdotti durante lo svezzamento dei neonati. Le zucchine sono composte dal 90% d’acqua,  contengono potassio, acido folico, vitamina E e vitamina C. Versatilissime in cucina, sono buone da sole, trifolate con aglio e prezzemolo, oppure nella frittata, in una quiche o in un plum cake salato, con la pasta o con il risotto, ma si possono anche fare ripiene in diverse versioni, con la carne o con il tonno o possono essere utilizzate per una favolosa parmigiana al posto delle melanzane, o per una una splendida lasagna. Oggi vi propongo il pesto di zucchine, un condimento gustoso e profumato per una pasta super veloce. Le zucchine aggiunte a crudo lo rendono fresco e leggero, e  con l’arrivo dell’estate questa crema delicata vi conquisterà con il suo gusto e per la velocità di preparazione, senza l'uso dei fornelli.




6 giugno 2017

I miei pangoccioli con farina di farro


Cucina non è mangiare.
È molto, molto di più.
Cucina è poesia.
(Heinz Beck)

Io, come tutti, cucino tutti i giorni, soprattutto primi e secondi, e spesso come tutti, cucino con pochissimo tempo a disposizione per la necessità di mettere il pranzo e la cena in tavola per la famiglia. Ma cucinare non è finalizzato solo a  nutrirsi, cucinare  per me è dedicare del tempo ad una passione e la mia più grande passione, dopo i dolci, sono i lievitati. I lievitati in assoluto sono le preparazioni che hanno più bisogno di tempo e di …coccole! Una lievitazione ben riuscita è frutto di amore e di pazienza, certo anche di esperienza, i tempi cambiano con il cambiare delle stagioni e delle temperature, farine diverse hanno assorbimento diverso, planetarie di marche differenti hanno tempi e velocità differenti, ma ammirare l’evoluzione di un lievitato dall'impasto all'incordatura, passando per la prima e per la seconda lievitazione….è sempre magia! Oggi vi propongo un lievitato dolce, perfetto per tutta la famiglia sia per i piccoli che per i grandi, perché un pangocciolo fa felici tutti, non credete?  In rete ci sono migliaia di ricette di questi panini dolci con le gocce di cioccolato copiati direttamente dalla cucina di Banderas, io ho creato una mia alchimia,  scopiazzando un pò qua e un pò la, senza dimenticare mai la mia base classica e perfetta per le brioche. Vi devo avvertire, il risultato vi potrebbe  deludere,  i miei pangoccioli non assomigliano  molto agli originali … i miei sono sofficissimi … anzi di più!!!  Provateli non vi pentirete !  



30 maggio 2017

Melania ... e i bucaneve


Prima di uscire guardati allo specchio 
e lascia qualcosa che hai di troppo:  meno è più.
(Cocò Chanel )

L’eleganza non è essere appariscenti. L’eleganza è stile, consapevolezza, misura. Un’equilibrata mescolanza di istintivo buon gusto, di scelte precise e di cura del dettaglio. L’eleganza non è legata all'altezza, al peso o alla bellezza, una donna può non essere una top model, ma avere classe da vendere. L’eleganza è il puzzle perfetto di vestiario, andamento, movenze, cultura, fascino e personalità.  Una bella donna senza personalità è come uno splendido pacco regalo senza contenuto. La vera donna di classe si distingue nella folla e non per il costo dei suoi vestiti!  Oggi mi è presa così, gossip puro e per chi non l’avesse capito ce l’ho con Melania Trump, premesso che trovo fastidiosa tutta la famiglia, trovo lei particolarmente fuori luogo. È più una star che una first lady, a Taormina è stata l’ultima ad arrivare, scortata da appena dieci auto, in perfetto stile superstar, occhiale scuro, tacchi a spillo vertiginosi, un tubino bianco con ricami in pizzo e soprabito con coloratissimi fiori tridimensionali applicati, che ha venduto come omaggio alla Sicilia e alla moda italiana visto che era un Dolce e Gabbana. Io l’ho trovata ... barocca. L’opposto esatto dell’eleganza. Vistosa, appariscente, un’ostentazione di ricchezza totalmente fuori luogo e completamente inadatta al contesto e all'evento. Credo che non abbia capito che volente o nolente non rappresenta più se stessa, non è semplicemente l’ex modella slovena che ha avuto il colpo di fortuna d’incontrare il miliardario americano, ora lei rappresenta gli Stati Uniti d’America e come tale dovrebbe, in ogni suo atteggiamento, esprimere più rispetto nei confronti dei popoli, soprattutto un pò meno ostentazione sarebbe moralmente auspicabile. Se andate su Google e guardate le sue foto, noterete che sono tutte perfette, con sorriso stereotipato, da modella qual è. Tutte adatte ad una rivista di moda, ma la donna che ricopre quel ruolo dovrebbe trasmettere emozioni, parlare alla sua nazione e al mondo, dovrebbe essere espressione di cultura, di forza, di umanità. Dovrebbe portare avanti un qualche tipo di progetto, come hanno fatto tutte coloro che l'hanno preceduta. Dovrebbe smettere di fare la diva di Hollywood  e cominciare a mostrarci la donna e la sua personalità … magari potrebbe chiedere ripetizioni a Michelle!



23 maggio 2017

Panini rustici ... e le origini


Quella del pane è una storia antichissima, 
lunga più o meno quanto quella dell'umanità
Il miraggio di tornare indietro nel tempo, 
all'origine di ogni cosa, 
ai primi due chicchi di grano
che si sono abbracciati a formare il primo pane.
(F. Caramagna)


Il pane ha una storia antichissima, "lunga più o meno quanto quella dell'umanità". I primi veri panettieri sembra siano stati gli Egizi, ponendo le basi affinché il pane potesse conoscere un successo senza fine e senza frontiere. Ai tempi in cui i Romani ancora si nutrivano di una specie di pappa di farina e i Greci di una sfoglia cotta sul fuoco, gli Egizi già applicavano con sistematicità quella che molto più tardi sarebbe stata chiamata la "lievitazione naturale". Erano capaci di mettere in tavola pani gonfi, fragranti e profumati. Tutto ciò allora era considerato un fenomeno magico e misterioso, ma loro avevano scoperto, probabilmente per puro caso, che bastava aggiungere all'amalgama di chicchi macinati ed acqua un pezzetto di pasta avanzata il giorno prima, dal sapore un poco acidulo, per ottenere un pane gonfio e fragrante. E per questo motivo gli Egizi divennero maestri indiscussi nell'arte della panificazione. Dalle mie parti invece, a Roma, il pane entrò nell'uso quotidiano soltanto durante l'età repubblicana, stando a quanto racconta Plinio la cottura del pane fu introdotta nel 168 a.C. ad opera di alcuni schiavi catturati in Macedonia dopo la sconfitta del re Perseo. Il consumo e la cultura del pane ebbero un periodo di decadenza dopo la caduta dell’Impero Romano e con l’avvento delle civiltà barbariche. Un periodo relativamente breve, però, perché il consumo di pane non si interruppe mai, grazie soprattutto ai monasteri, dal 7° secolo, e poi all'avvento della civiltà feudale. Ma la vera grande rivoluzione nel campo della panificazione si ebbe solo nel Rinascimento, perché nel pane fino ad allora lievitato naturalmente, fu introdotto il lievito di birra, prodotto dalla complessa lavorazione di lieviti naturali e malto. Da allora quanti tipi e quante forme di pane diverse sono uscite dalle menti creative dei panettieri e dai loro forni! Pani semplici o pani ricchi, all'olio, al burro, integrali, alle olive, anche dolci con l'uvetta o il cioccolato. Io oggi vi lascio dei panini semplici, ma fantastici, liberamente tratti da un'idea di Veronica, provateli, magari imbottiti con del salame piccante o della mortazza!